Per i 30 anni della Croce Verde Rivoli
Vincenzo Nicolaci
Socio fondatore
Gentili Signore e Signori,
a nome del gruppo dei soci fondatori, porgo il benvenuto a tutti voi e un particolare benvenuto alle autorità dei comuni di Rivoli, Rosta, Avigliana e Grugliasco, che ci onorano con la loro presenza in questa ricorrenza per i 30 anni della fondazione della Croce Verde Rivoli. È anche grazie al fattivo sostegno delle amministrazioni comunali di Rivoli e degli altri comuni ai quali sono stati via via estesi i servizi di pubblica assistenza, che la Croce Verde Rivoli ha potuto radicarsi e crescere, estendendo la sua presenza e il suo impegno nel nostro comprensorio.
Una storia che nasce dalla felice intuizione e dall'iniziativa di due giovani cittadini rivolesi che intorno all'idea di fondare una nuova associazione di pubblica assistenza, hanno raccolto un gruppo di venti persone tra amici e conoscenti, fra i quali l'allora sindaco della città di Rivoli Nino Boeti - questa sera presente fra noi e che salutiamo cordialmente - che hanno creduto in un progetto di solidarietà sociale, con lo scopo di integrare i servizi di supporto sanitario già presenti in un territorio ampio e complesso come il nostro.
Alcuni di essi non sono più tra noi, i soci fondatori Di Domenico Michele, Di Domenico Pasqualino, Belfiore Milena, Manfredonia Maria e Graziani Angela: colgo l'occasione di questo anniversario per ricordarli e ricordare il loro contributo affinché l'iniziativa potesse nascere e svilupparsi, estendendosi fino a diventare un punto importante di riferimento per le nostre comunità.
All'atto fondativo e alla registrazione della nuova entità insediata nel quartiere Maiasco, dotata inizialmente di una sola ambulanza donata dalla Croce Verde di Torino, è seguito un costante lavoro organizzativo sorretto dall'entusiasmo e dalla tenacia di tutti coloro che hanno dedicato molti dei loro anni e molto del loro tempo affinché la Croce Verde Rivoli diventasse quella che oggi è: mi riferisco in particolare al primo presidente Marco Biondino, rimasto presidente fino al 2021, e tutti coloro che nel corso di questi anni hanno ricoperto una carica sociale; i quali, ponendo le fondamenta dell'organizzazione e avviando le prime convenzioni con le ASL, hanno trasformato in realtà quella che poteva apparire inizialmente un'idea di difficile realizzazione.
Il progetto di fondazione della pubblica assistenza ha trovato da subito una risonanza positiva nei cittadini rivolesi e nell'amministrazione comunale. Le adesioni si sono via via incrementate nel corso degli anni, e il settore della formazione ha coinvolto nei tre decenni trascorsi più di mille volontari, rendendo la nostra associazione una delle realtà più importanti del nostro territorio.
Oggi la Croce Verde Rivoli coinvolge più di 300 volontari, ai quali va il nostro più sentito ringraziamento per il loro generoso e indispensabile supporto, senza i quali essa non potrebbe svolgere il suo ruolo e garantire i servizi per i quali è stata fondata. Un doveroso ringraziamento va a tutto il personale dipendente di questa associazione che quotidianamente si spende con generosità e dedizione per garantire la continuità organizzativa dei servizi.
Le organizzazioni di volontariato come la Croce Verde Rivoli, così come altre analoghe associazioni, rappresentano per il nostro territorio, e in generale per il nostro paese, anche un modello di riferimento per le nuove generazioni, soprattutto in questi tempi di frenetica trasformazione strutturale delle nostre società. Il fatto stesso che in Italia un servizio essenziale per la salute pubblica sia erogato da organizzazioni incentrate sul volontariato, costituisce un'anomalia positiva rispetto ai modelli della maggior parte dei paesi sviluppati, nei quali anche l'assistenza pubblica a supporto del sistema sanitario è quasi interamente privatizzata. Dobbiamo quindi essere fieri che il nostro paese conservi tale eccellenza, e consapevoli che è nell'interesse generale della collettività operare per la futura salvaguardia di questo modello.
Considerate sotto tale prospettiva, proprio per essere fondate sulla libera e volontaria adesione dei loro membri, le pubbliche assistenze aderenti al movimento ANPAS trascendono il puro scopo dell'efficienza organizzativa per l'erogazione dei servizi, in quanto presuppongono la condivisione di princìpi di solidarietà sociale orientati al bene comune e al rispetto reciproco, abilitando attività ed esperienze formative basate sull'amicizia e sulla libera cooperazione. Esse realizzano l'opposto dei modelli organizzativi fondati sulla sfrenata competizione individuale e sull'individualismo degli obbiettivi e dei comportamenti che ne conseguono; rappresentano dunque per le giovani generazioni una preziosa testimonianza del fatto che è possibile la trasmissione dei valori fondanti di una comunità, attraverso l'esempio concreto dell'agire sociale delle generazioni che le precedono.
La Croce Verde Rivoli ha per tale ragione avviato un programma di inserimento e coinvolgimento dei giovani nelle proprie strutture, in totale sintonia con il movimento ANPAS, non solo allo scopo di formare i futuri volontari e dare continuità all'erogazione dei servizi; ma anche con l'obbiettivo di inserirli nelle attività dove il loro contributo è importante, rendendoli partecipi, dall'interno, delle dinamiche di un'organizzazione nella quale convivono generazioni diverse: incrementando in tal modo gli spazi di relazione reciproca e favorendo le loro opportunità di crescita e di comprensione della realtà nella quale si trovano.
La storia della nostra associazione è la felice dimostrazione che anche da un sogno di difficile attuazione, se esso racchiude la speranza di molti, può scaturire qualcosa di grande: perché, come afferma un grande poeta, "Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni" (We are of such stuff, As dreams are made on) (W. Shakespeare, "La Tempesta", Atto IV, Sc. 1).
È quanto accaduto con la Croce Verde di Rivoli in quest'ultimo trentennio: di essere nata da un sogno divenuto realtà. E ci auguriamo essa possa far ancora sognare le giovani generazioni e crescere ancora per contribuire, sul fondamento della sua missione specifica, ad uno sviluppo più armonico delle nostre comunità territoriali e della nostra società futura.
A nome dei soci fondatori, vi ringrazio ancora per la vostra presenza e la vostra attenzione.